martedì 20 maggio 2008

Gay Pride, questione aperta

Prendo spunto da una notizia di oggi riportata da ogni quotidiano e TG: Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunita' (senza parole), ha negato il patrocinio al Gay Pride e ha detto no anche a riconoscimenti per le coppie gay simili a quelli garantiti alla famiglia.
Non entro in merito alla diatriba politica, ma pongo l'attenzione su un altra questione, a mio parere altrettanto spinosa...
Faccio una premessa importante. Non credo personalmente che sia "giusto" equiparare i diritti delle coppie di fatto con quelli delle coppie regolarmente sposate, che siano esse formate da persone di sesso di verso o omosessulali: il matrimonio è diverso dalla convivenza.
A volte ci si dimentica, perdendosi in meandri squisitamente sentimentali, che esso è un vero e proprio contratto, che come tale dà luogo a diritti e doveri. Senza tale contratto, in nome di cosa ci si vuole arrogare dei diritti?? A me sembra una scappatoia per scansare i doveri e prendere solo quello che fa comodo, i diritti appunto. E questo indipendentemente se la coppia in questione sia etero o omosessuale.
La scappatoia a questa situazione sarebbe estendere il matrimonio a tutte le coppie, indipendentemente dalle inclinazioni sessuali, naturalmente non come rito religioso, ma solo nel suo aspetto civile. Con immenso rammarico penso che tutto questo in Italia, con la Chiesa, non sarà possibile, se non fra tanti tanti anni.
E qui scatta la mia domanda, provocatoria ma molto sentita:
SE le coppie omosessuali vogliono giustamente vedere riconosciuti gli stessi diritti delle coppie etero, se vogliono puntare ad ottenere quel contratto che permette loro di acquisirli a pieno titolo senza surrogati dal nome tra l'altro assurdi (dico, pax, ecc), se vogliono pari opportunità, se si sentono emarginati, stigmatizzati e derisi a volte...
PERCHE' mi domando non scendono in piazza con manifestazioni senza fiumi di lustrini e paillet, boa e tacchi a spilli, guepière e reggicalze, che più che movimento politico mi sembrano la Street Parade di Zurigo???
Credo che ogniuno abbia diritto di vestirsi come vuole, ma non può pretendere che tutti e in particolar modo le istituzioni lo prendano sul serio se pare appena arrivato dal carnevale di Rio.
E questo vale anche per un etero, per cui non alziamo subito l'urlo alla discriminazione.
Credo che così facendo si intrappolino sempre più nello stereotipo del gay, mettendosi da soli i bastoni fra le ruote nel difficile percorso verso la conquista dei diritti. Sono d'accordo con le provocazioni, ma forse dovrebbe esserci una giusta misura in tutto.....
E.R.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Hola EMY
I was just looking for blogs in Italia, when I found by chance yours. it is a quite interesting one and very beautiful.
Best wishes from Brazil:
Geraldo


http://www.blogger.com/profile-find.g?t=l&loc0=IT

Gabriele ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te. E aggiungo: perchè se vogliono gli stessi diritti non la piantano di agire come una minoranza? Non c'è l'etero-pride, e se vogliono adeguarsi ai diritti-doveri degli etero, che si adeguino anche al loro modo di fare.

Unknown ha detto...

Innanzi tutto mille grazie Gabry per avere letto e commentato il mio post.

Magari sul fatto che nn c'è l'orgoglio etero e quindi nn ha senso quello gay, non sono completamente d'accordo, nel senso che è anche all'epoca del femminismo, ad esempio, non è che ci fossero i movimenti maschilisti contrapposti.
E tanto di cappello a quei movimenti, perchè anche con provocazioni tipo bruciare i reggiseni o motti molto forti come "L'utero è mio e lo gestisco io!" o ancora più sfacciato "Col dito, col dito, orgasmo garantito!", hanno permesso a noi donne di ottenere tanti riconoscimenti, che prima ci erano negati, solo perchè nate femmine.

Per cui io dico sì alla provocazione, ma no alla caricatura grottesca di una scelta sessuale, criticando apertamente il COME loro si propongono, ripeto, non è il carnevale di Rio, dove ci sono carri, musica, gente completamente nuda o abiti davvero fuori luogo, se sperano di ottenere qualcosa a livello sociale o politico.

Andy ha detto...

eh si io in sto giro mi schiero dalla parte di Emy, anche io sono per la provocazione "moderata" e non trasformandola in uno spettacolino teatrale!

Unknown ha detto...

... possono fare anche la Street Parade Gay, però che non si pretenda il patrocinio nel ministero delle pari opportunità! speriamo lo capiscano anche loro!!