giovedì 9 ottobre 2008

L'importanza di chiamarsi Ernesto

Non sembra poi così lontana l'epoca vittoriana, fatta di sfarzo, balze, pizzi e merletti. Wilde sembra essere più attuale che mai, specialmente in "The importance of being Earnest", commedia dal titolo che la dice davvero lunga: la traduzione italiana infatti non rende giustizia al gioco di parole dell'originale, fra l'aggettivo "earnest" (serio, affidabile od onesto) ed il nome proprio "Ernest" che in inglese hanno la stessa pronuncia.
Pare un mondo dove tutti tentano o fingono di essere Ernest, dove non c'è spazio per la diversità, nè di forma nè di contenuti, dove nonostante la maschera non si riesce neanche lontanamente ad essere Earnest...
Apparire ed essere, la solita discussione sulla nostra società vuota di contenuti e valori, consumistica e di facciata... Discorsi sentiti mille volte, tante belle parole e lezioni di filosofia.
Ma oggi, è ancora importante being Earnest?

3 commenti:

AndreA ha detto...

Un po' di speranza mi rimane e credo mi rimarrà sempre; sono convinto che sia ancora importante almeno nei rapporti con le persone a cui tengo di più.

Credo nell'onestà nella correttezza e nella cocretezza.
Forse non cambierò il mondo, ma vorrei che il mondo non cambiasse me!

Un bacio,a presto! :-)

Gabriele ha detto...

La domanda forse non è se sia o meno importante essere "earnest". La vera domanda è: se ci sforziamo di esserlo, se ne accorge qualcuno?

Al di là dell'ovvio fatto che "sto meglio con me stesso", "lo faccio per me prima di tutto" eccetera, che ad esempio a me basta come motivazione. Ma siamo sicuri che tutta questa earnest-itudine paghi? O rischiamo di diventare démodé o out per gli anglofoni? Siamo vecchi e sfighi? Se non siamo un po' Costantini e un po' Rocchisiffredi, che uomini siamo?

Non mi sognerò mai di NON essere un Earnest. Ci provo - come dice Andrea - tutti i giorni con le persone a cui tengo. Ma con le altre, scusate apatia e cinismo, non vale la pena di sforzarsi.

Unknown ha detto...

Proprio così... vecchia e démodé... è inutile, la figura della donna stronzetta e irraggiungibile ha ancora la sua presa sul popolo maschile (credo che il discorso valga un po' meno per le donne invece,ma sarebbe un discorso lunghissimo)
Cmq piano piano sto diventando sempre più Ernest, con mio enorme rammarico, ma la vita ci cambia, nn sempre in meglio...